giovedì, 26 giugno 2008

Vallettopoli

Quello che segue è un riassunto della vicenda che un paio di anni fa fece parlare molto, denominata appunto Vallettopoli. Così come viene raccontata nel libro Mani sporche è comico seppur grottesco. Ma tant'è e voglio condividerlo qui.

Ma prima c'è bisogno di una premessa: giugno 2006, viene arrestato Vittorio Emanuele di Savoia e altri personaggi in seguito alle indagini condotte dal pm di Potenza John Woodcock. E' accusato di far parte di un'associazione a delinquere che, accordandosi con funzionari dei Monopoli di Stato, ha procurato al faccendiere Achille De Luca le licenze statali per quattrocento videopoker da piazzare in bar e locali di tutta Italia (ogni nulla osta vale circa cinquemila euro...).
Nell'indagine entrano anche alcuni stretti collaboratori del leader di An Gianfranco Fini: il suo portavoce Salvatore Sottile e il suo segretario Francesco Proietti Cosimi. Le intercettazioni rivelano che i due erano in contatto col gruppo che trattava sottobanco le licenze dei Monopoli di Stato. E scoperchiano anche un fiorente mercato di favori sessuali richiesti ad aspiranti soubrettes e «veline» in cambio di «passaggi» e comparsate in Rai. I dialoghi intercettati sono un campionario di volgarità, un collage di racconti di piccole imprese erotiche consumate fin dentro le sale della Farnesina, dove Sottile era di casa al seguito del ministro degli Esteri Fini. Ma, anziché sui giri di mazzette ai piani alti dei Monopoli di Stato, i giornali si tuffano con voluttà sul filone più pruriginoso, quello ribattezzato «Vallettopoli», mentre si apre un ozioso dibattito sul rispetto della privacy. In realtà, nei comportamenti svelati dalle intercettazioni, c'è molto poco di privato, visto che la merce di scambio delle prestazioni sessuali era la presenza sui canali del cosiddetto «servizio pubblico», utilizzato da uomini di partito come fosse cosa loro, per procacciarsi «carne fresca» su cui mettere le mani. Senza contare le auto blu della Farnesina utilizzate dal portavoce di Fini per mandare a «ritirare» le ragazze. «Vamme a prende' la bomboniera», ordinava Sottile all'autista quando aspettava la visita al ministero degli esteri di Elisabetta Gregoraci, valletta di Buona Domenica e futura fidanzata di Flavio Briatore [ora divenuta sua sposa, NdA].

Nelle austere stanze della Farnesina, tra feluche e dossier diplomatici, si consumano inedite triangolazioni. Fabrizio Casinelli chiede all'amico Sottile di trovargli un posto al ministero. E il portavoce, per tutta risposta: «Me porti le troie?». Un altro solerte fornitore è Lorenzo Di Dieco, funzionario Rai, disposto a cedere al tentacolare Sottile anche la bella Stella, che in quel momento è la sua fidanzata: «Io gliel'ho detto: "sta persona ti può aiutare tantissimo, però sta a te"». Stella vorrebbe entrare in una scuola di cinema e lui la porta a Sottile, assicurandogli che lui al momento opportuno scomparirà («vado a fa' una passeggiata sui terrazzi della Farnesina») per lasciarlo solo con lei: perché — gli dice, presentandogli la mercanzia — «Stellina è piccoletta, ma carina, bionda, caruccia. Compatta. Poi c'ha ventidue anni questa, ahò, è roba fresca, insomma non è usata tanto...». Sottile già pregusta il risultato: «Minchia, ci facciamo fare un bel p... Ma dov'è che vuole entrare? Al Centro sperimentale di cinematografia? E la facciamo entrare subito!». Ma Stella non ci sta. Dunque non entrerà al Centro sperimentale. Tornerà nella sua città per lavorare in un ristorante.

Tratto da Mani Sporche - G. Barbacetto, P. Gomez e M. Travaglio, Chiarelettere, pp. 641-3

Pubblicato alle ore 00:45

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martedì, 24 giugno 2008

Pavia: bimbo rom salva ragazzo italiano

PAVIA - Una bambino rom di soli nove anni si e' tuffato in piscina per salvare un ragazzo italiano di dodici anni che stava annegando. Il fatto e' successo sabato mattina, alla piscina del Chiozzo, alla periferia di Pavia. (Agr)

Fonte

Pubblicato alle ore 01:17

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martedì, 17 giugno 2008

Pubblicato alle ore 12:59

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lunedì, 02 giugno 2008

Uccidere i collaboratori di giustizia

La vicenda dei rifiuti in Campania non si ferma alla politica, va oltre fino alla cosiddetta ecomafia.
Ne ha parlato Saviano nel suo celebre "Gomorra" e, da allora, trapelano informazioni su ciò che, a spese dei cittadini e dell'ambiente, manda avanti un sistema da 600 milioni di euro all'anno.

La vicenda in breve

Michele Orsi era un imprenditore che stava facendo luce sul sistema di affari che ruota intorno ai rifiuti in Campania.
2003: la direzione distrettuale antimafia di Napoli indaga su alcune tangenti pagate dal Consorzio Eco 4, una società che si occupa di smaltire i rifiuti nel Casertano. Le indagini evidenziano la continua e costante pressione mafiosa da parte del clan dei "La Torre" nei confronti della Eco 4 (per molto tempo braccio operativo del Consorzio dei rifiuti Ce 4).
2007: finiscono in carcere l'ex consigliere comunale di Mondragone Maria D’Agostino, un vigile urbano (Gennaro Sorrentino), il presidente di Eco 4 Giuseppe Valente, l'ex presidente del consorzio di bacino Giuseppe Valente ed il boss La Torre. Altre misure non detentive riguardano il sindaco Ugo Conte e i fratelli Michele e Sergio Orsi.

Orsi era accusato di truffa aggravata: secondo gli investigatori aveva favorito le cosche, in particolare quella dei "Casalesi" (fazione Bidognetti) e quella dei "La Torre".


Perché nessuna protezione?

I magistrati spiegano che Orsi non si può definire un pentito "in senso tecnico", ma un imprenditore che con le sue ammissioni e le sue rivelazioni stava offrendo un importante contributo". Per gli inquirenti è ora più che mai necessario catturare i latitanti del clan, tra cui esponenti di primo piano come Zagaria e Iovine, ma per questo occorrono rinforzi in termini di uomini e mezzi come ha spiegato Franco Roberti (capo del pool anti camorra di Napoli), che ha detto di confidare nel sostegno del Capo dello Stato.
L'uomo aveva iniziato a fare dichiarazioni "utili per le indagini", ma non aveva ancora fatto il passo decisivo: quello di passare da una strategia difensiva fatta anche di dichiarazioni accusatorie, a quella di "vuotare completamente il sacco" su tutto quello di cui era a conoscenza, in particolare sugli intrecci fra politica e camorra. Proprio per questo motivo la Dda di Napoli aveva chiesto alla Prefettura per il proprio testimone una protezione, ma la situazione giudiziaria in cui si trovava non gli consentiva di accedere al programma di protezione previsto per chi collabora con la giustizia.

E' così che lo stato ringrazia che sceglie la legalità. La burocrazia tiene imbrigliato anche il buon senso.

Sarebbe bello (e utile) se le persone che siedono nell'area legislativa/escutiva del paese si occupassero di queste situazioni. Invece neanche ne parlano. D'altra parte, se i giornalisti non domandano, perché mai dovrebbero affrontare temi scottanti?
Ecco quindi che, soprattutto durante ricorrenze importanti (come oggi, 2 giugno) continuiamo a sentire dichiarazioni lapalissiane, sterili, inutili, da parte di chi siede ai vertici dello stato. Continuiamo a perdere tempo...

Umberto Bidognetti e Domenico Noviello prima, Michele Orsi adesso


Fonti
- Articolo apparso su Corriere.it
- http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_78013206.html
- http://caiazzorinasce.blogspot.com/2008/06/omicidio-orsi-versioni-diverse-tra-la.html
- http://lnx.pueblounido.it/?p=3149
- La ricostruzione delle indagini svolte dalla Dda di Napoli

Pubblicato alle ore 16:12

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lunedì, 26 maggio 2008

Roma, autobus in panne sulla Cristoforo Colombo

Avviso sul display: Ho la bua


Foto tratta da 06blog

Pubblicato alle ore 12:30

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martedì, 20 maggio 2008

Faccio mio l'appello lanciato da Calasanzio nel suo blog.
La vicenda di Pino Masciari va divulgata, non tanto per sottolineare l'ipocrisia dello stato, quanto per cercare di salvare la vita a una delle poche persone che si ribellano alla criminalità organizzata.

Per conoscere la storia di quest'uomo: www.pinomasciari.org

Ascolta la registrazione della diretta tenuta da Calasanzio mercoledì 21 maggio 2008:
parte 1 - parte 2

Morto che cammina

Domenico Noviello, è un imprenditore di Castel Volturno, in provincia di Casterta. Ha una Scuola Guida. Nel 2001 arrivano le prime richieste di "contributi per gli amici in carcere". Noviello li manda a quel paese. Sfida il clan Bidognetti, denunciando il tentativo di estorsione e contribuendo a far arrestare con la sua testimonianza cinque affiliati all'organizzazione camorristica, tra i quali il pregiudicato Pasquale Morrone e i fratelli Alessandro e Francesco Cirillo. Grazie a questo atto di dignità e di coraggio, Noviello viene minacciato ed entra nel sistema di protezione. Per tre anni. Uno si aspetta che dopo un atto del genere Noviello venga messo in condizioni di vivere una vita sicura e di poter lavorare. Questa sarebbe la dimostrazione che chi si ribella al pizzo alla fine vince. Poi però finiscono i processi, e continuare a mantenere un uomo nel sistema di protezione costa. Quindi lo stato terzomondista d'Italia decide di sbattere fuori dal programma Noviello. E' un eufemismo. In realtà dà l'autorizzazione alla camorra di finire il lavoro. Se lo avessero ucciso durante il periodo protetto poi avrebbero avuto grane. Così invece non c'è problema, da una parte e dall'altra. 16/05/2008: verso le 7.30 due sicari raggiungono e affiancato la Panda di Noviello e aprono il fuoco con pistole di grosso calibro. Noviello riesce a fermare l'auto e fugge a piedi, ma i killer lo raggiungono e gli scaricano contro almeno una ventina di proiettili. Capitolo chiuso. Lo stato ha potuto condannare i suoi strozzini, la camorra ha potuto vendicarsi. Piangere sul sangue versato? No, si tratta di evitare che ne scorra ancora. Perchè nelle stesse identiche condizioni in cui era Noviello, è ancora oggi Pino Masciari, ex imprenditore calabrese, uno dei più importanti testimoni di giustizia, al pari di Novello lasciato senza programma di protezione dopo aver servito la giustizia e lo Stato. Pino ha fatto condannare mezzo sistema mafioso-politico, io non so quanti in Italia abbiano fatto tanto contro le mafie, forse nemmeno i magistrati hanno raggiunto una tale importanza. Ma ormai Pino non serve più. Pino pensa che la sua vita sia appesa ad un filo, che la sua morte sia molto, molto vicina. Migliaia di ragazzi in tutta Italia gli stanno incollati. Lo Stato lo isola. A che serve proteggerlo? Adesso sarà abbandonato a se stesso. Gli offriranno una "liquidazione" e lo manderanno al macello. Un eroe vero, semplice e oroglioso di quello che ha fatto. Una persona che merita tutta la stima di una nazione. Pino è in imminente pericolo di vita, e questo lo sanno le istituzioni, lo sa la magistratura, lo sanno tutti. Se a Pino accadesse qualcosa, dovranno risponderne personalmente, e questa volta dovranno vedersela con l'Italia intera. Io non aspetterò inerme che Pino Masciari venga ucciso, come hanno fatto ministri e sottosegretari. Spero in Maroni, che forse è più lontano di altri da certi giochi.

Con alcuni Meetup, con gli Amici di Pino Masciari e con la Casa della Legalità stiamo organizzando una estrema forma di protesta per attirare l'attenzione su Pino e per far sì che la sua situazione venga definitivamente stabilizzata, la sua e quella della sua splendida famiglia che lo ha seguito senza fiatare, senza opporre la minima resistenza durante questo calvario. Comunicheremo all'ultimo minuto tutti i dettagli delle azioni. C'è poco tempo, si tratta semplicemente di far prima della n'drangheta. Ma con quale dignità lo Stato italiano chiede oggi agli imprenditori di ribellarsi e di non pagare? Per fare la fine di Pino? Io non chiederò più nulla. Forse pagare salva la vita. Adesso però tocca salvare quattro vite, quella di Pino e dei suoi familiari. Restate sintonizzati, avremo bisogno dell'appoggio di tutti.

Domani, Mercoledì 21, alle ore 14.30, su www.mogulus.com/bennycalasanzio (e con una finestra su questo blog) farò una diretta su quello che sta succedendo, a Pino, a Marco, a tutti noi. Spero sia seguita da tutti voi. Ci vediamo domani, non mancate.

Link al messaggio: http://bennycalasanzio.blogspot.com...he-cammina.html

Pubblicato alle ore 21:54

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domenica, 18 maggio 2008

Da lunedì Marco Travaglio in diretta sul web

Ogni lunedì alle 14 sarà possibile seguire il giornalista Marco Travaglio in diretta, via internet. Sarà possibile anche da questo minuscolo spazio nella rete e consiglio a tutti di non mancare.

Guarda la puntata di lunedì scorso

Pubblicato alle ore 14:56

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